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	<title>Caprarola .ORG &#187; Arte e Storia</title>
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	<description>Informa su agricoltura, politica, sport, arte e storia, propone notizie di cronaca, presenta il territorio e gli eventi. Elenca numeri utili e i recapiti di ristoranti e alberghi.</description>
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		<title>Che fine ha fatto lo Direttore?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 06:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi a Caprarola]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà presentata per la prima volta il 24 ottobre alle ore 21:00 la nuova commedia della compagnia caprolatta "Li Focò" dal titolo "Che fine ha fatto lo Direttore?". Risate e riflessioni sul mondo del precariato condite con il sano dialetto caprolatto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Compagnia Teatrale &#8220;Li focò&#8221; è lieta di annunciare il loro ultimo spettacolo, la commedia <strong>Che fine ha fatto lo Direttore?, </strong>opera in atto unico dialettale.</p>
<p>La rappresentazione sarà il 24 ottobre, presso il teatro delle Ex Scuderie Farnesi di Caprarola,  prima delle sei serate in cui verrà presentato il nuovo spettacolo.</p>
<p>Il Calendario completo per adesso prevede le date :</p>
<ul>
<li>24 Ottobre ore 21:00</li>
<li>25 Ottobre ore 18:00</li>
<li>31 Ottobre ore 21:00</li>
<li>1 Novembre ore 18:00</li>
<li>7 Novembree ore 21:00</li>
<li>8 Novembre ore 18:00</li>
</ul>
<p>Le Prenotazioni possono essere effettuate presso il negozio La Primula (Zona commerciale La Paradisa).</p>
<p>In questa nuova commedia gli autori, Francesco Sabatucci e Arcangelo Borgna, hanno voluto far riflettere sui problemi sociali, politici ed economici dell’Italia contemporanea e, in particolare, sul modo in cui si ripercuotono sulla vita dei ragazzi di oggi.<br />
Questo testo teatrale può essere considerato l’ennesima prova dell’importante ruolo sociale dell’arte, la quale, anche con l’arma dell’ironia e con un’apparente leggerezza, sembra essere rimasta l’unica autentica valvola di sfogo per le ansie delle silenziose, invisibili, precarie vite dei giovani italiani.</p>
<p>Altre informazioni possono essere recuperate all&#8217;indirizzo <a href="http://www.lifoco.it">www.lifoco.it</a></p>
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		<title>Fiorenzo Mascagna in mostra fino al 20 Settembre</title>
		<link>http://www.caprarola.org/2009/08/30/fiorenzo-mascagna-in-mostra-fino-al-20-settembre/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 13:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[scultura]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di qualche giorno fa che il caprolatto Fiorenzo Mascagna, scultore ormai riconosciuto a livello nazionale esporrà alla Galleria Chigi di Viterbo, dopo le esposizioni a Reggio Emilia, Roma e Olbia, Mascagna, artista classe ’59, arriva a Viterbo con la mostra “Mondi svegliati di notte”, curata da Silvio Merlani, direttore artistico della stessa. 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mascagna.it"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.mascagna.it/zzx1/funzio14.jpg" alt="" width="71" height="71" /></a>E&#8217; notizia di qualche giorno fa che il caprolatto Fiorenzo Mascagna, scultore ormai riconosciuto a livello nazionale esporrà alla Galleria Chigi di Viterbo, dopo le esposizioni a Reggio Emilia, Roma e Olbia, Mascagna, artista classe ’59, arriva a Viterbo con la mostra “Mondi svegliati di notte”, curata da Silvio Merlani, direttore artistico della stessa.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 4px;" src="http://www.mascagna.it/fiorenuovo/spazio5.jpg" alt="" width="202" height="146" />30 opere, tra pietre policrome e legni tinti, in cui è evidente anche l’influsso dell’esperienza sarda degli ultimi anni vissuta dall’artista.<br />
Saranno visibili al pubblico, a collezionisti ed esperti fino al 20 settembre prossimo, tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30, ad eccezione del lunedì quando la mostra resterà chiusa.</p>
<p>Rilevante anche il seminario gratuito (ma a numero chiuso), “Tra vitalità e bellezza genesi e sviluppo dell’arte”, di sabato 12 settembre, a  partire dalle ore 18:30.Il senso di finitezza e concretezza dell&#8217;opera che rimanda al mestiere dello scultore e una classificazione dello “spazio” che l’artista stesso definisce “appuntamento tra idea e materia sulla panchina del tempo”.</p>
<p>Questi alcuni dei temi racchiusi nelle opere di Mascagna, che ama darsi l’appellativo di “operaio delle proprie idee” e che non potrebbe che esprimere la sua arte nella scultura, “il miglior modo per somigliare a se stesso”, attraverso cui mette in moto una ricerca cromatica, ma anche della e sulla materia, che porta avanti, per mestiere, da più di 25 anni.</p>
<p>Fiorenzo Mascagna, infatti, si è diplomato in scultura nel 1993 presso l’Accademia di Belle Arti di Viterbo con 110/110 e lode. Allievo di Michelangelo Conte, dal 1994 al 2003 è stato titolare della cattedra di “Teoria della Percezione e Psicologia della Forma” e, dal 1997 al 1998, docente di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Viterbo. Ha realizzato numerose opere per la committenza privata in varie regioni d’Italia, in Europa e in Giappone.</p>
<p>Sito dell&#8217;artista :<a href="http://www.mascagna.it/"> www.mascagna.it</a></p>
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		<title>Venerdì 15: presentazione del libro “I giorni che non ti aspetti” di Fiorenzo Mascagna</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 17:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[«I giorni che non ti aspetti», questo il titolo del romanzo di Fiorenzo Mascagna che verrà presentato venerdì 15 febbraio alle 17:30 nella sala conferenze di Palazzo Gentili. All’iniziativa, organizzata col patrocinio della Provincia di Viterbo, parteciperanno, oltre all’autore, il presidente Alessandro Mazzoli, l’assessore alla Cultura Renzo Trappolini, l’autrice della prefazione Alessandra Maiorino e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«I giorni che non ti aspetti», questo il titolo del romanzo di Fiorenzo Mascagna che verrà presentato venerdì 15 febbraio alle 17:30 nella sala conferenze di Palazzo Gentili. All’iniziativa, organizzata col patrocinio della Provincia di Viterbo, parteciperanno, oltre all’autore, il presidente Alessandro Mazzoli, l’assessore alla Cultura Renzo Trappolini, l’autrice della prefazione Alessandra Maiorino e il critico Aurelio Rizzaca.</p>
<p><a href="http://mascagna.it/igiorni.asp" target="_blank">Estratto dei capitoli de &#8220;I giorni che non ti aspetti&#8221; </a></p>
<p><a href="http://www.mascagna.it" target="_blank">Sito ufficiale di Fiorenzo Mascagna </a></p>
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		<title>TEATRO: A CAPRAROLA VA IN SCENA &#8216;CANZONI NERE&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 10:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi a Caprarola]]></category>

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		<description><![CDATA[fonte : Adnkronos/Adnkronos Cultura &#8211; Caprarola 24 ott. Quattro celebri giallisti italiani a confronto con quello che in teatro e&#8217; detto &#8220;imposizione del mistero&#8221;, ovvero la possibilita&#8217; di ridurre ogni storia ad un noir. Giancarlo De Cataldo; Franco Limardi, Gino Saladini e Luigi Bernardi, affermati scrittori di gialli e noir, si confrontano con la scrittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>fonte : Adnkronos/Adnkronos Cultura &#8211; Caprarola 24 ott.</p>
<p><img src="http://www.manifatturae.eu/qdalogo45.gif" height="41" width="45" /> Quattro celebri giallisti italiani a confronto con quello che in teatro e&#8217; detto &#8220;imposizione del mistero&#8221;, ovvero la possibilita&#8217; di ridurre ogni storia ad un noir. Giancarlo De Cataldo; Franco Limardi, Gino Saladini e Luigi Bernardi, affermati scrittori di gialli e noir, si confrontano con la scrittura drammaturgica attraverso l&#8217;adattamento, in quattro monologhi originali, di &#8220;canzoni nere&#8221; come &#8220;I will survive&#8221; di Freddie Perren e Dino Fekairis; &#8220;Lella&#8221; di Edoardo De Angelis; &#8220;Romeo is bleeding&#8221; di Tom Waits; &#8220;Ehy Joe&#8221; di Jimi Hendrix.</p>
<p>Quattro canzoni memorabili in forma di racconto noir per il palcoscenico, questa la formula di &#8220;Canzoni nere&#8221;, in programma il 26 ottobre negli spazi delle Scuderie di Palazzo Farnese di Caprarola per la regia di Francesca Staasch nell&#8217;ambito del festival &#8220;Quartieri dell&#8217;arte&#8221;, giunto alla sua undicesima edizione ma sempre fedele alla commistione tra drammaturigia contemporanea e grandi classici, ma anche quella tra media differenti.</p>
<p>&#8220;Un festival meritevole perche&#8217; mette insieme diverse forme di coraggio&#8221;, ha dichiarato Giulia Rodano, assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della regione Lazio. Il coraggio &#8220;della drammaturgia contemporanea &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211; aperta alla scena europea; stimolare la produzione, la co-produzione, la sperimentazione valorizzando la fase creativa del prodotto culturale; ma anche quella della scelta di location come Caprarola, Viterbo ed Acquapendente promuovendo le bellezze del territorio regionale&#8221;.</p>
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		<title>AL VIA A VITERBO IL XII FESTIVAL NAZIONALE TEATRO AMATORIALE VITERBO</title>
		<link>http://www.caprarola.org/2007/10/22/39/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 13:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Caprarola e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la commedia &#8216;I casi sono due&#8217; di Armando Curcio, interpretato dalla compagnia Res Comica di Bisceglie (Bari), prende il via domenica 21 ottobre, alle 17,30, nel teatro San Leonardo di Viterbo, la XII edizione del Festival Nazionale di Teatro Amatoriale. Alla Kermesse, organizzata dalla sezione viterbese della Fita (Federazione italiana teatro amatoriale), con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.teatroperla.it/imgmedia/teatro1.jpg" align="left" height="127" width="160" />Con la commedia &#8216;I casi sono due&#8217; di Armando Curcio, interpretato dalla compagnia Res Comica di Bisceglie (Bari), prende il via domenica 21 ottobre, alle 17,30, nel teatro San Leonardo di Viterbo, la XII edizione del Festival Nazionale di Teatro Amatoriale.</p>
<p>Alla Kermesse, organizzata dalla sezione viterbese della Fita (Federazione italiana teatro amatoriale), con il sostegno della Provincia e del Comune di Viterbo, partecipano compagnie teatrali provenienti da Pisa, Catania, Cremona, Nola (Napoli).</p>
<p><strong>La Tuscia sara&#8217; rappresentata dalla Compagnia di teatro popolare di Caprarola, che ha alle spalle decine di anni di attivita&#8217;. </strong></p>
<p>Al Festival si affianca un concorso riservato alle scuole e una rassegna fotografica degli spettacoli delle passate edizioni. Su iniziativa della Confesercenti di Viterbo, per tutta la durata della manifestazione, saranno allestiti stand di prodotti tipici locali.</p>
<p>La Provincia di Viterbo ha istituito una consulta delle compagnie di teatro amatoriale, che si riunira&#8217; il prossimo novembre. L&#8217;assessorato provinciale alla Cultura, inoltre, ha elaborato un progetto finalizzato a creare uno stretto rapporto tra i musei delle tradizioni popolari presenti nella Tuscia e il teatro amatoriale, con compagnie che organizzino spettacoli all&#8217;interno delle strutture museali.</p>
<p>Questo il programma completo del Festival:</p>
<ul>
<li> Domenica 21 ottobre, ore 17,30, &#8216;I casi sono due&#8217; di Armando   Curcio, Compagnia Res Comica di di Bisceglie (Bari);</li>
<li> Domenica 28 ottobre, ore 17,30, &#8216;Il Moliere immaginario&#8217; di   Annalisa Pardi Dionigi, Compagnia Quieta Movere di Pisa;</li>
<li>Domenica 4 novembre, ore 17,30, &#8216;Quando il marito va a caccia&#8217;   di Georges Feydeau, Compagnia insieme di Catania;</li>
<li> Domenica 11   novembre, ore 17,30, &#8216;Normali per forza&#8217; di Cesare Ferri,   Compagnia delle Muse di Cremona;</li>
<li> Domenica 18 novembre, ore 17,30, &#8221;O ranaruottolo&#8217; di Giulio Manfredi, Compagnia La bottega degli scrignari di Nola (Napoli);</li>
<li> Sabato 24 novembre,   ore 21, presentazione dello spettacolo vincitore del premio   Fitalia 2007;</li>
<li> <strong>Domenica 25 novembre, ore 16,30, &#8216;Sodaccio&#8217; di Romolo Passini, Compagnia teatro popolare di Caprarola. Seguira&#8217; la serata di gala con la premiazione delle compagnie partecipanti.</strong></li>
</ul>
<p>Tutti gli spettacoli si svolgeranno nel teatro San Leonardo   di Viterbo. Per ulteriori informazioni consultare il sito    <a href="http://www.fitaviterbo.it/">www.fitaviterbo.it</a>.</p>
<p>fonte : ansa.it</p>
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		<title>Ad Ottobre Caprarola in francobollo</title>
		<link>http://www.caprarola.org/2007/08/30/ad-ottobre-caprarola-in-francobollo/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 02:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà una prospettiva dal basso della scala regia del Palazzo Farnese di Caprarola, in provincia di Viterbo, a campeggiare sullo sfondo del francobollo dedicato al quinto centenario della nascita di Jacopo Barozzi, detto il Vignola, architetto e scultore, che sarà raffigurato in primo piano. Le Poste Italiane celebreranno l’architetto rinascimentale con un dentellato di 2,80 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/artsblog/vignola2.jpg" height="326" width="437" /></p>
<p>Sarà una prospettiva dal basso della scala regia del Palazzo Farnese di Caprarola, in provincia di Viterbo, a campeggiare sullo sfondo del francobollo dedicato al quinto centenario della nascita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Barozzi_da_Vignola">Jacopo Barozzi, detto il Vignola</a>, architetto e scultore, che sarà raffigurato in primo piano.</p>
<p>Le Poste Italiane celebreranno l’architetto rinascimentale con un dentellato di 2,80 euro, che sarà emesso il primo ottobre. L’annullo speciale primo giorno di emissione sarà apposto a Vignola, in provincia di Modena, dove Barozzi è nato nel 1507. come consuetudine, il francobollo sarà affincato da un bollettino illustrativo, i cui testi sono affidati a Paolo Vaccari, esponente di spicco del mondo filatelico italiano.</p>
<p>Oltre al Palazzo dei Farnese, famiglia per la quale l’architetto lavorò per lungo tempo, Vignola è celebre per i suoi interventi a Villa Giulia e per la Chiesa del Gesù. Dopo la morte di Michelangelo Buonarroti assunse l’incarico di architetto capo della Basilica di San Pietro in Vaticano. Suoi, inoltre, i trattati “Regola delli cinque ordini d’architettura” e “Le due Regole della prospettiva pratica”.</p>
<p>(Fonte: <a href="http://www.artsblog.it/post/713/a-ottobre-un-francobollo-per-i-500-anni-del-vignola" target="_blank">ArtsBlog</a>  )</p>
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		<title>Viaggio alle radici della dinastia farnesiana</title>
		<link>http://www.caprarola.org/2007/07/26/viaggio-alle-radici-della-dinastia-farnesiana/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2007 15:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://caprarola.org/2007/07/26/viaggio-alle-radici-della-dinastia-farnesiana/</guid>
		<description><![CDATA[Un viaggio nel viterbese per scoprire le radici della dinastia farnesiana, i cui destini furono legati a Piacenza per quasi due secoli: dal 1545, anno dell&#8217;investitura ducale di Pier Luigi Farnese, al 1731, quando il casato si estinse con la morte del duca Antonio. Lo ha organizzato l&#8217;associazione Piacenza Musei. Il presidente, Luigi Rizzi, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="COR01">Un viaggio nel viterbese per scoprire le radici della dinastia farnesiana, i cui destini furono legati a Piacenza per quasi due secoli: dal 1545, anno dell&#8217;investitura ducale di <strong>Pier Luigi Farnese</strong>, al 1731, quando il casato si estinse con la morte del duca <strong>Antonio</strong>. Lo ha organizzato l&#8217;associazione Piacenza Musei. Il presidente, <strong>Luigi Rizzi</strong>, e il vicepresidente, <strong>Stefano Pronti</strong>, hanno presentato ieri l&#8217;itinerario nel Salone Pier Luigi di Palazzo Farnese.<br />
Due giorni, dalla mattina di sabato 22 alla sera di domenica 23 settembre, diretti verso la Tuscia, con tappe nei luoghi dove sono rimaste testimonianze significative del passato farnesiano. A Canino, paese natale di <strong>Alessandro</strong>, il futuro papa <strong>Paolo III</strong>, si erge ancora la torre dove abitò il promotore del Concilio di Trento. A Valentano, dominato dalla Rocca Farnese oggi sede di un museo e del Centro culturale di studi farnesiani, vennero alla luce tutti i figli di Pier Luigi Farnese, primo duca di Piacenza, e <strong>Gerolama Orsini</strong>.<br />
All&#8217;edificio fu aggiunta nel 1527 una loggia ad arcate su piloni, da confrontare &#8211; ha suggerito Pronti &#8211; con l&#8217;analoga architettura nella cittadella piacentina, del 1534. La scala che porta al primo piano di quest&#8217;ultima è invece analoga a quella di Gradoli, la meta successiva, dove si potrà ammirare la mole del palazzo progettato da <strong>Antonio da Sangallo il Giovane</strong>, dono di nozze di Paolo III al figlio Pier Luigi, nonché residenza estiva preferita del pontefice. Nelle sale è ospitata un&#8217;esposizione permanente di araldica farnesiana.<br />
Il percorso, curato da Pronti, condurrà poi sulle sponde del lago di Bolsena, a Capodimonte, con la Rocca Farnese a pianta ottagonale trasformata dal Sangallo nel 1510-1515, per iniziativa del futuro Paolo III. In battello si può raggiungere l&#8217;Isola Bisentina, la cui chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo accoglie le spoglie di <strong>Ranuccio</strong>, considerato il capostipite del casato. Molte le tracce dei Farnese che sono riconoscibili a Viterbo, tra cui il palazzo residenza dell&#8217;affascinante sorella di Paolo III, <strong>Giulia </strong>la Bella, che amava soggiornare anche a Carbognano, dove si concluderà il viaggio, non prima di avere però visitato lo splendido palazzo di Caprarola («una vera reggia»), cui il <strong>Vignola </strong>lavorò nello stesso periodo in cui era impegnato nel cantiere piacentino.<br />
«Per capire Piacenza, è importante &#8211; ha evidenziato Pronti &#8211; inquadrare la sua storia nella cultura farnesiana». L&#8217;associazione ha in programma anche una pubblicazione sulla famiglia ducale: «Sono molteplici le relazioni con la nostra città. Lo stesso <strong>Mochi </strong>venne chiamato a Piacenza su indicazione di <strong>Mario Farnese</strong>, duca di Latera». Per informazioni sull&#8217;itinerario, ci si può rivolgere a Piacenza Musei, entro il 28 agosto,.<br />
</span></p>
<p>(Tratto da <a href="http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=707257004&amp;H=">Liberta.it</a> )</p>
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		<title>Le origini di Caprarola (di Luciano Passini)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2005 16:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle pendici della conca vulcanica del lago di Vico, in direzione sud-est, il panorama si apre verso un vasto orizzonte che spazia tra la campagna romana ed i monti dell&#8217;appennino centrale. In questo scenario naturale molto suggestivo, tra monti boscosi, valli e lago &#8211; la cui altitudine di 507 m.l.m. ne fa il più alto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Dalle pendici della conca vulcanica del lago di Vico, in direzione            sud-est, il panorama si apre verso un vasto orizzonte che spazia tra            la campagna romana ed i monti dell&#8217;appennino centrale.</p>
<p>In questo scenario naturale molto suggestivo, tra monti boscosi, valli            e lago &#8211; <em>la cui altitudine di <strong>507</strong> m.l.m. ne fa il più            alto lago vulcanico d&#8217;Italia</em> &#8211; si è formato il primo nucleo            abitativo di Caprarola (<strong>520</strong> m.l.m.), sopra un alto banco tufaceo            compreso tra due profondi burroni.</p>
<p>Le origini del piccolo borgo risalgono ai periodi più oscuri            del medioevo, infatti le sue vicende storiche non sono del tutto chiare.            Le varie dinastie: <strong>Orsini</strong>, <strong>di Vico</strong>, <strong>Anguillara</strong>,            <strong>della Rovere</strong>, <strong>Riario</strong>, <strong>Farnese</strong>, segneranno la vita            del posto, con <em>guerriglie, alleanze, complotti, compravendite</em>,            ecc..</p>
<p>Di questi fatti storici rimangono soltanto sporadici ricordi a causa            della distruzione di gran parte degli Archivi locali nel corso dei secoli.</p>
<p>Comunque il territorio comunale è cosparso di <strong>resti archeologici            di varie epoche</strong>:<br />
<em>paleolitici</em> quelli sul <strong>monte Venere</strong>;<br />
<em>tombe di stile etrusco-romano</em> nella zona del <strong>Barco</strong>,<br />
<em>loculi cristiani</em> in alcuni boschi; <em><br />
ruderi di costruzioni di epoca imperiale</em> ed altro ancora.</p>
<p>Caprarola sarebbe rimasta un insieme discontinuo di edifici arroccati            su speroni tufacei e divisi l&#8217;un l&#8217;altro da fossi, se agli inizi del            <strong>XVI secolo</strong> la famiglia Farnese non l&#8217;avesse acquistata includendola            tra i suoi feudi e se il munifico <strong>cardinale Alessandro Farnese</strong>            (nipote di papa <strong>Paolo III</strong>) non l&#8217;avesse scelta come residenza            di villeggiatura.<br />
Infatti la costruzione del superbo <strong>Palazzo Farnese</strong> condizionò            l&#8217;espansione di tutto il centro urbano.<br />
Il <strong>Vignola</strong> trasformò tutto l&#8217;assetto urbanistico centrale            del paese con una lunga strada sopraelevata, in asse al Palazzo, che            cambiò radicalmente l&#8217;aspetto della cittadina.</p>
<p>Le tecniche urbanistiche utilizzate per realizzare la nuova arteria            furono assai impegnative per quei tempi.<br />
Si costruirono <em>ponti</em>, <strong>scalinate</strong> e <em>sottopassaggi</em>;<br />
vennero abbattute vecchie case e realizzati nuovi palazzi più            signorili.<br />
Il tutto armonizzato a creare quel capolavoro di urbanistica che il            centro storico di Caprarola rappresenta ancora oggi.</p>
<p>La complessa ricchezza culturale che ha caratterizzato Caprarola nel            corso dei secoli deriva sia dalle origini del suo popolo e sia dalle            varie dominazioni subite.<br />
Potremmo definire quella caprolatta una <strong>cultura agricolo-pastorale</strong>;<br />
semplice ma con punti di eccellenza, forse derivata dal <strong>manierismo</strong>            Farnesiano ed a volte addirittura irruenta come le ataviche lotte tra            gli Anguillara e i di Vico;<br />
pacata era nello spirito dei Riario.</p>
<p>La cultura va quindi a braccetto con l&#8217;arte e Caprarola è veramente            uno scrigno ricolmo in questo settore.<br />
Il <strong>Borgo Vecchio</strong> con l&#8217;antica contrada <strong>Aquilone</strong>; le fontane            con gli artistici stemmi e mascheroni, luogo d&#8217;incontro da cui sgorga            la storia sociale delle varie epoche;<br />
la stessa via &#8220;<strong>Diritta</strong>&#8220;, con i suoi palazzetti cinquecenteschi            è ricca d&#8217;arte, storia e mistero.<br />
Anche quelle vie e quei palazzi che a prima vista non sembrano essere            in collegamento con quello che già conosciamo, nascondono immagini,            stemmi e storie di un valore culturale ed artistico immenso.</p>
<p><strong>Luciano Passini </strong></p>
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		<title>Il Palazzo Farnese di Caprarola</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2005 16:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[La costruzione del palazzo &#8211; con la sua caratteristica forma pentagonale &#8211; fu affidata da Alessandro Farnese (divenuto papa Paolo III) ad Antonio da Sangallo che iniziò i lavori intorno al 1530 e, dopo un&#8217;interruzione, fu terminata da Alessandro Farnese (nipote di Paolo III) che ne commissionò l&#8217;esecuzione a Jacopo Barozzi da Vignola. Recenti ricerche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="corpo"><span class="corpo">La costruzione del palazzo &#8211; con la sua caratteristica          forma <strong>pentagonale</strong> &#8211; fu affidata da <strong>Alessandro Farnese</strong> (divenuto          <strong><em>papa Paolo III</em></strong>) ad<strong> Antonio da Sangallo</strong> che iniziò          i lavori intorno al <em>1530</em> e, dopo un&#8217;interruzione, fu terminata          da <strong>Alessandro Farnese </strong>(<em><strong>nipote di Paolo III</strong></em>) che ne          commissionò l&#8217;esecuzione a <strong>Jacopo Barozzi da Vignola</strong>.</span></p>
<p>Recenti ricerche hanno portato alla luce vari <em>disegni</em>, risalenti          alla prima metà del &#8217;500, attribuiti al <strong>Sangallo</strong> ed a <strong>Baldassarre          Peruzzi</strong>, nei quali è possibile individuare la &#8220;<strong>Rocca          di Caprarola</strong>&#8220;.</p>
<p>Lo studio del Vignola, come si evince da una serie di scritti e progetti,          iniziò prima del <strong>1555</strong>, pertanto l&#8217;edificio risulta un insieme          di architettura militare e civile.<br />
Bastioni, fossati, recinti e ponti levatoi danno l&#8217;idea della fortezza          militare; giardini, architettura elegante e capolavori artistici, danno          l&#8217;idea del palazzo signorile.</p>
<p>Esso può considerarsi terminato nel <strong>1575</strong>, anche se ulteriori          lavori di rifinitura si protrarranno fino al <strong>1583</strong>.<br />
A molti anni dopo risale la definitiva sistemazione della parte antistante          il Palazzo ed il completamento dei giardini, finiti infatti da <strong>Jacopo          Del Duca</strong> e da <strong>Girolamo Rainaldi</strong>.<br />
Numerosi pittori ed artisti lavorarono nell&#8217;arco di un ventennio alla          realizzazione del ciclo iconografico.<br />
<strong> Federico e Taddeo Zuccari</strong>, <strong>Antonio Tempesti</strong>, <strong>Jacopo          Bertoia</strong>, <strong>Raffaellino da Reggio</strong>, <strong>Giovanni Antonio da Varese</strong>,          <strong>Giovanni de Vecchi </strong>e tanti altri meno conosciuti, eseguirono fedelmente          le indicazioni di quei grandi letterati che furono <em>Annibal Caro, Fulvio          Orsini ed Onofrio Panvinio</em>.</p>
<p>L&#8217;edificio si compone di 5 piani:</p>
<ul>
<li>i <strong>Sotterranei</strong>,</li>
<li>il <strong>Piano dei Prelati</strong>,</li>
<li>il <strong>Piano Nobile</strong> (<em>l&#8217;unico visitabile</em>),</li>
<li>il <strong>Piano dei Cavalieri</strong></li>
<li>ed il <strong>Piano degli Staffieri</strong>.</li>
</ul>
<p class="corpo"><strong>Sotterranei</strong>: vi si accede dall&#8217;ampio piazzale            antistante il Palazzo, tramite un grosso portale chiamato &#8220;del            Facchino&#8221; o da un corridoio sotterraneo che parte dal &#8220;Cantinone&#8221;            (con ingresso nell&#8217;area chiamata &#8220;Peschiera&#8221;); erano adibiti            per lo più a cucine, forni, mulino, magazzini e dispense.</p>
<p><strong>Piano dei Prelati</strong>: vi si accede dal portone principale, mediante            un ponte che un tempo era levatoio o dalla Scala Regia che inizia dai            Sotterranei. Si compone di <em>vari ambienti</em>: <strong>Sala d&#8217;Ingresso</strong>,            <strong>Cortile con porticato</strong>, <strong>Sala di Giove</strong>, <strong>Appartamento            dell&#8217;Estate</strong>, <strong>Gabinetti dei Prelati </strong>ed <strong>Appartamento d&#8217;Inverno</strong>.<br />
Escluse le due sale, tutte le altre stanze sono affrescate solo nella            volta.<br />
La <em>Scala Regia</em>, capolavoro del Vignola, è del tipo <strong>elicoidale</strong> con <strong>30 colonne doriche</strong>; tutta in peperino grigio, è totalmente            affrescata e termina con una cupola pure affrescata.</p>
<p><strong>Piano Nobile</strong>: vi si accede dalla Scala Regia passando nel secondo            ordine di porticato e dopo una cameretta detta &#8220;<em>Seconda Guardia</em>&#8220;.            Gli ambienti di questo piano si suddividono in <em>due</em> <em>tipi</em>:            <strong> <em>sale di rappresentanza</em></strong> ed <em><strong>appartamenti privati</strong></em>;<br />
la loro denominazione deriva dal soggetto del ciclo iconografico.</p>
<p>Le <em>sale di rappresentanza</em>, totalmente affrescate, sono: la <strong>Sala            d&#8217;Ercole</strong>, la <strong>Cappella</strong>, la <strong>Sala dei Fasti Farnesiani</strong>,            la <strong>Sala del Concilio</strong>, la <strong>Sala degli Angeli</strong> e quella del            <strong>Mappamondo</strong>.</p>
<p>Gli <em>appartamenti</em> sono composti: dalla <strong>Camera dei Sogni</strong>,            la <strong>Camera dei Giudizi</strong>, la <strong>Camera della Penitenza</strong>, la <strong>Stanza            del Torrione</strong> (<em>unica con soffitto in legno</em>), la <strong>Camera            della Solitudine</strong>, la <strong>Camera dei Lanifici</strong> e la <strong>Camera dell&#8217;Aurora</strong>.<br />
Queste stanze sono affrescate solo nella volta, in quanto le pareti            venivano arricchite con arazzi e quadri.</p>
<p><strong>Piano dei Cavalieri</strong>: vi si accede dalla balconata sovrastante            il porticato e si compone di <em>61</em> stanze.</p>
<p><strong>Piano degli Staffieri</strong>: vi si accede dalla scala detta &#8220;<em>del            cartoccio</em>&#8221; e si compone di <em>26</em> stanze con piccole finestre            proprio sotto il cornicione del Palazzo.</p>
<p>Questi ultimi due piani non hanno nulla di artistico e da ciò            si desume che fossero utilizzati dal personale di corte.</p>
<p>Di grande importanza artistica sono i <strong>giardini all&#8217;italiana</strong>,            all&#8217;interno del parco del Palazzo.</p>
<p>Essi si dividono in <strong>Giardini Bassi</strong> e <strong>Giardini Alti</strong>.<br />
I primi sono due grandi <em>giardini pensili quadrati</em> (detti dell&#8217;<strong>Estate</strong> e dell&#8217;<strong>Inverno</strong>) che si trovano all&#8217;altezza del Piano Nobile e            sono raggiungibili mediante due ponti, rispettivamente dalla <em>Camera            dei Lanifici</em> e da quella dei <em>Giudizi</em>.</p>
<p>I <strong>Giardini Alti</strong> sono un superbo esempio di giardino all&#8217;italiana;            con una serie di fontane, ripiani, statue ed una elegante Palazzina,            creano una profonda suggestione nel visitatore il quale si trova immerso            in una cornice di un verde intenso.</p>
<p><span class="corpo">Gli orari delle visite al palazzo sono<br />
(durata della visita circa 1 ora):</span></p>
<ul>
<li>dal 1° novembre al 28 febbraio: dalle ore 9 alle 16</li>
<li>dal 1° marzo al 15 aprile: dalle ore 9 alle 16:30</li>
<li>dal 16 aprile al 15 settembre: dalle ore 9 alle 18:30</li>
<li>dal 16 settembre al 31 ottobre: dalle ore 9 alle 16:30</li>
</ul>
<p><strong>TUTTI I LUNEDI&#8217; ESCLUSI</strong></p>
<p>Gli orari delle visite ai giardini sono:</p>
<ul>
<li>feriali: alle ore 10, 11, 12 e 15</li>
<li>festivi: alle ore 10:30, 12 e 15</li>
</ul>
<p>Per informazioni:<br />
PALAZZO FARNESE &#8211; UFFICIO CUSTODI &#8211; Tel. 0761/646052</p>
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