Caprarola: Lago di Vico a rischio cancro
dic 7th, 2009 | By Redazione | Category: Dalla Riserva Naturale del Lago di Vico, NotizieIl lago di Vico rappresenta un patrimonio ed una risorsa per l’intera provincia di Viterbo e in particolare per i comuni di Ronciglione e Caprarola che ne utilizzano le sue acque anche per uso potabile. Il suo ecosistema presenta però delle criticità ormai ben note da anni e attualmente in fase di grave peggioramento che necessitano di soluzioni efficaci, definitive e non più rimandabili. Le acque di questo lago, a causa della sua origine vulcanica presentano elevati valori di arsenico, un elemento classificato come cancerogeno dalla Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (I.A.R.C.), e da qualche anno sono interessate da periodiche fioriture di un’alga denominata Plankthotrix rubescens, produttrice di una microcistina dannosa per la salute delle persone ma anche per la flora e la fauna ittica lacustre; questa microcistina è classificata, sempre dall’I.A.R.C., come elemento cancerogeno di classe 2 b.
Lo sviluppo dell’alga Plankthotrix rubescens è favorito dalla presenza di composti azotati e fosfati che le fanno da nutrimento e che possono derivare dalla presenza di scarichi civili abusivi come da pratiche agricole inidonee che utilizzano eccessivi quantitativi di sostanze fertilizzanti e fitofarmaci. L’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo, anche in relazione alle conclusioni del convegno promosso sul tema: L’ecosistema del lago di Vico: problematiche generali in relazione alla potabilità e salubrità delle sue acque”, ripropone alcuni interventi già individuati come indispensabili e urgenti per il risanamento del lago di Vico e per la tutela delle sue acque.
Per assicurare acque pulite e salubri alle popolazioni,il monitoraggio della potabilità delle acque, dopo processo di potabilizzazione, dovrebbe avere una frequenza più intensa e costante comprensiva ogni volta di tutti i parametri previsti nel D.L.31/ 2001 anche con ricerche supplementari; e in particolare dovrebbe essere intensificato nei periodi di fioritura dell’alga Plankthotrix rubescens anche con campionature settimanali.
Il monitoraggio dovrà sempre garantire la corretta e certa tipizzazione dell’eventuale presenza dell’alga Plankthotrix rubescens e della concentrazione della sua microcistina tossica, con l’uso delle migliori e più innovative metodiche, e questo particolare monitoraggio dovrà essere affidato esclusivamente ad Enti pubblici di provata esperienza in questo settore di ricerca. In considerazione poi degli elevati livelli di arsenico costantemente al di sopra dei valori stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che indica con il valore 0 il valore auspicabile per l’arsenico nelle acque potabili e come accettabile solo transitoriamente il valore di 10 microgrammi litro, si propone un monitoraggio più frequente anche di questo parametro.
Più fattori inquinanti e di tipo cancerogeno presenti nelle acque del lago di Vico: l’arsenico, i fitofarmaci e fertilizzanti e la microcistina prodotta dall’alga Plankthotrix rubescens, possono agire in sinergia è quindi necessario che sia rispettato e applicato il Principio di Precauzione. Nel caso specifico l’applicazione del Principio di Precauzione, entrato a far parte del Trattato Costitutivo dell’Unione Europea (Maastricht, 1994 ), si può realizzare con un monitoraggio più frequente e costante delle sostanze tossiche presenti nelle acque provenienti dal lago in modo da evitare l’esposizione della popolazione e in particolare di bambini, donne in gravidanza e malati a sostanze rischiose per la salute. Molte specie ittiche, che vivono nel lago di Vico e che sono destinate a consumo alimentare, accumulano le micriocistina prodotta dall’alga Plankthotrix rubescens nelle strutture muscolari e nei visceri.
La microcistina non è termolabile e quindi nelle fasi di cottura non viene distrutta. Al fine della tutela della salute pubblica il Servizio veterinario della ASL di Viterbo dovrà garantire un più frequente monitoraggio dell’eventuale accumulo della microcistina nei pesci, indicare le specie ittiche studiate e fornire una costante e diretta comunicazione dei risultati delle analisi agl’Enti preposti, alla popolazione, agli esercizi pubblici e commerciali.
* A margine di queste brevi indicazioni di intervento, l’Associazione italiana medici per l’ambiente sezione di Viterbo ritiene che le azioni per il risanamento delle condizioni del lago di Vico e per la tutela della salute pubblica debbano esercitarsi attraverso diversi livelli di intervento e soprattutto con una più forte sinergia di azione e collaborazione tra i diversi enti coinvolti: le Amministrazioni dei Comuni di Caprarola e Ronciglione, della Provincia di Viterbo, della Regione Lazio, l’Università della Tuscia, l’Istituto Superiore di Sanità, la Riserva del lago di Vico, l’Arpa Lazio, l’Asl di Viterbo con il suo Dipartimento di Igiene e Prevenzione e servizio Veterinario, il Corpo Forestale dello Stato, le Associazioni scientifiche, le Associazioni dei coltivatori e dei cittadini.
Fonte | ViterboOggi
