I docenti del Comprensivo di Caprarola contro il Decreto Gelmini, la lettera
ott 31st, 2008 | By Redazione | Category: Notizie, PoliticaI docenti dell’Istituto Comprensivo di Caprarola riuniti in data 29/10/08, prese in esame le disposizioni in materia scolastica contenute nella legge 133/08, nel DL 137/08 e nello Schema di Piano Programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze di cui all’art. 64 del decreto legge n. 112-08 convertito dalla legge n.133 – 6 agosto 2008, frettolosamente emanati dal governo nel quadro della legge finanziaria e in parte approvati definitivamente dal Senato della Repubblica in data odierna (lasciando inascoltate le proteste venute del mondo della scuola), valuta in modo estremamente negativo la gran parte delle disposizioni in essi contenute.
Tali provvedimenti legislativi prevedono interventi che avranno conseguenze negative sulle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, in particolare:
1. Nella scuola dell’Infanzia dove si ridurrà l’attività didattica al solo turno antimeridiano dalle 8,30 alle 12,30; trasformando l’istituzione della scuola pubblica, dello Stato, obbligatoria e gratuita per tutti, in un differenziato e privatizzato servizio a domanda, per giunta anche a pagamento.
2. Nella scuola Primaria dove si regredisce al maestro unico e in linea generale si ridurrà l’orario settimanale a 24 ore. Il maestro unico mortifica le specializzazioni nelle didattiche specifiche delle discipline che i docenti hanno acquisito nel corso della carriera lavorativa.
La figura unica dovrà gestire le 24 ore di lezione in cui i tempi della didattica torneranno ad essere ristretti e compressi e non rispettosi dei ritmi d’apprendimento degli alunni. Il maestro unico non potrà più gestire i modelli organizzativi attuali ( tempo pieno e modulo). In particolare vogliamo denunciare la confusione che il DL sta creando, facendo coincidere le diciture “tempo scuola” e “ tempo pieno”.
Il tempo pieno non è un servizio alle famiglie per la custodia dei bambini, ma è un servizio al bambino futuro cittadino adulto e al suo diritto ad essere formato in una scuola in cui il tempo è tempo di qualità e, in quanto tale, deve essere gestito da personale docente.
Il maestro unico priva i bambini dell’opportunità di formarsi confrontandosi con una pluralità di figure e ciò risulta essere un anacronismo in una società in cui l’educazione alla mobilità e all’adattabilità al cambiamento viene indicata come valore necessario anche dalla stessa classe politica.
La scomparsa della contitolarità e della contemporaneità è allo stesso tempo scomparsa non solo delle opportunità di ampliamento dell’offerta formativa, ma anche della possibilità di dedicare tempi agli alunni in difficoltà, di curare l’integrazione degli alunni stranieri, di offrire approfondimenti culturali attraverso uscite didattiche e gite d’istruzione.
3. In tutti gli ordini di scuola dove si sta programmando un taglio di oltre 2.000 piccole scuole in tutto il Paese, facendo scomparire quello che spesso è l’unico spazio di offerta culturale per interi comuni e l’unica alternativa alla “Televisione- Maestra Unica”
4. In tutti gli ordini di scuola, dove si può arrivare all’aumento di 3 o 4 alunni per classe. La legge n° 133/2008 prevede, infatti, un aumento di 0,40 del rapporto tra docenti/alunni e per realizzare questo obiettivo bisogna che in ogni classe, il numero massimo aumenti mediamente di due alunni.
Ma siccome non si possono aumentare gli alunni dove non ci sono, si realizzerà un aumento di 3-4 alunni nelle classi dei centri urbani e soprattutto nelle grandi periferie. In questo modo si svilisce la relazione educativa, il tempo reale che ogni insegnante potrà dedicare a ciascun bambino e studente, cresceranno gli insuccessi scolastici, i problemi di gestione educativa delle classi e disciplinari degli alunni e studenti;
5. In tutti gli ordini di scuola, dove senza alcuna motivazione si taglia il 17% del personale non docente: 700 Direttori amministrativi, 10.452 personale di segreteria, 3.965 assistenti tecnici per i laboratori, 29.076 collaboratori scolastici;
6. Nelle scuole secondarie di I° grado dove viene ridotto il Tempo Prolungato e ridotto a 29 ore settimanali il tempo normale; e dove si pregiudica la sopravvivenza dell’insegnamento della seconda Lingua comunitaria.
7. Nelle scuole secondarie di II grado dove viene generalmente ridotto l’orario in tutti gli indirizzi, in misura maggiore negli istituti Tecnici e Professionali in cui si passerà dalle 36/38/40 ore alle 32 settimanali.
La selvaggia riduzione degli organici porterà all’espulsione del personale precario che da anni e anni permette alla scuola di funzionare e costituisce una naturale occasione di rinnovamento della scuola italiana. Inoltre, l’ulteriore taglio indiscriminato al personale A.T.A, non consentirebbe né l’indispensabile rapporto di collaborazione all’attività didattica né un efficace funzionamento dei servizi di segreteria.
Siamo convinti che una scuola così “riformata” non sia più in grado di adempiere pienamente a quanto sancito dalla nostra Costituzione, cioè di concorrere a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
I Docenti dell’I.C. “S. Bonafede” di Caprarola

