Viaggio alle radici della dinastia farnesiana

Lug 26th, 2007 | By Redazione | Category: Arte e Storia

Un viaggio nel viterbese per scoprire le radici della dinastia farnesiana, i cui destini furono legati a Piacenza per quasi due secoli: dal 1545, anno dell’investitura ducale di Pier Luigi Farnese, al 1731, quando il casato si estinse con la morte del duca Antonio. Lo ha organizzato l’associazione Piacenza Musei. Il presidente, Luigi Rizzi, e il vicepresidente, Stefano Pronti, hanno presentato ieri l’itinerario nel Salone Pier Luigi di Palazzo Farnese.
Due giorni, dalla mattina di sabato 22 alla sera di domenica 23 settembre, diretti verso la Tuscia, con tappe nei luoghi dove sono rimaste testimonianze significative del passato farnesiano. A Canino, paese natale di Alessandro, il futuro papa Paolo III, si erge ancora la torre dove abitò il promotore del Concilio di Trento. A Valentano, dominato dalla Rocca Farnese oggi sede di un museo e del Centro culturale di studi farnesiani, vennero alla luce tutti i figli di Pier Luigi Farnese, primo duca di Piacenza, e Gerolama Orsini.
All’edificio fu aggiunta nel 1527 una loggia ad arcate su piloni, da confrontare - ha suggerito Pronti - con l’analoga architettura nella cittadella piacentina, del 1534. La scala che porta al primo piano di quest’ultima è invece analoga a quella di Gradoli, la meta successiva, dove si potrà ammirare la mole del palazzo progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, dono di nozze di Paolo III al figlio Pier Luigi, nonché residenza estiva preferita del pontefice. Nelle sale è ospitata un’esposizione permanente di araldica farnesiana.
Il percorso, curato da Pronti, condurrà poi sulle sponde del lago di Bolsena, a Capodimonte, con la Rocca Farnese a pianta ottagonale trasformata dal Sangallo nel 1510-1515, per iniziativa del futuro Paolo III. In battello si può raggiungere l’Isola Bisentina, la cui chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo accoglie le spoglie di Ranuccio, considerato il capostipite del casato. Molte le tracce dei Farnese che sono riconoscibili a Viterbo, tra cui il palazzo residenza dell’affascinante sorella di Paolo III, Giulia la Bella, che amava soggiornare anche a Carbognano, dove si concluderà il viaggio, non prima di avere però visitato lo splendido palazzo di Caprarola («una vera reggia»), cui il Vignola lavorò nello stesso periodo in cui era impegnato nel cantiere piacentino.
«Per capire Piacenza, è importante - ha evidenziato Pronti - inquadrare la sua storia nella cultura farnesiana». L’associazione ha in programma anche una pubblicazione sulla famiglia ducale: «Sono molteplici le relazioni con la nostra città. Lo stesso Mochi venne chiamato a Piacenza su indicazione di Mario Farnese, duca di Latera». Per informazioni sull’itinerario, ci si può rivolgere a Piacenza Musei, entro il 28 agosto,.

(Tratto da Liberta.it )

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