Il vero perché delle alghe

Mag 6th, 2007 | By Redazione | Category: Dalla Riserva Naturale del Lago di Vico

Le alghe come altre specie ecologiche sono degli ottimi bioindicatori; il che significa che esaminandole è possibile stabilire lo stato di benessere di un determinato habitat acquoso.

Nei bacini lacustri, il ricambio d’acqua è assai lento (il rifornimento di ossigeno disciolto) e fenomeni di stratificazione rendono gli effetti dei vari inquinanti molto gravi. Frequenti sono quindi i fenomeni di eutrofizzazione:l’arricchimento dei sali nutritizi,quali azoto e fosforo. Questo determina nelle acque un aumento della vegetazione. Se tale arricchimento è eccessivo rispetto alla disponibilità di ossigeno nel bacino lacustre,si hanno fenomeni di anossia(calo dell’ossigeno) il che può portare ad un aumento di ammoniaca e nitrati con il conseguente danno per il resto della comunità biologica.

Le conseguenze possono essere molteplici:scomparsa della fauna ittica,aumento delle popolazioni di insetti,tossicità delle acque,e ovviamente aumento della comunità algale (solitamente alghe unicellulari).

La presenza di alghe deve essere vista come una chiara conseguenza del malessere del bacino, imputabile alla penetrazione nelle falde acquifere di pesticidi e sostanze tossiche dovuti alla presenza di colture che circondano il bacino. Non certamente come la causa.

La situazione è molto grave ed altrettanto forte dovrebbe essere l’opera di bonifica da parte degli organi competenti. Non è certamente risolvibile con una passeggiata in barca. Come erroneamente riferito nell’articolo de Il Tempo

Stiamo pur sempre riferendoci ad una riserva naturale.

Spero che questo breve resoconto possa aver chiarito i dubbi di molti.

Dott.ssa Francesca Focaracci
Laureanda in Scienze Biologiche - Sistemi terrestri e Marini all’Università di Trieste

2 commenti
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  1. [...] dell’inquinamento del Lago di Vico dovuto alle tossine delle alghe in una spiegazione sul vero perchè delle alghe il 5 Maggio [...]

  2. Beh che dire … complimenti a tutti i nostri cari “agricoltori” (se il termine è ancora permesso in questi casi) che sghignazzano pensando alle ancor più fiorenti raccolte che avranno quando gli si parla di nocività di interventi chimici per così dire esagerati, questo non solo a discapito della flora che ci circonda, ma di conseguenza anche della fauna, di cui anche noi ed i nostri figli facciamo parte.

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