Le origini di Caprarola (di Luciano Passini)
lug 6th, 2005 | By Redazione | Category: Arte e StoriaDalle pendici della conca vulcanica del lago di Vico, in direzione sud-est, il panorama si apre verso un vasto orizzonte che spazia tra la campagna romana ed i monti dell’appennino centrale.
In questo scenario naturale molto suggestivo, tra monti boscosi, valli e lago – la cui altitudine di 507 m.l.m. ne fa il più alto lago vulcanico d’Italia – si è formato il primo nucleo abitativo di Caprarola (520 m.l.m.), sopra un alto banco tufaceo compreso tra due profondi burroni.
Le origini del piccolo borgo risalgono ai periodi più oscuri del medioevo, infatti le sue vicende storiche non sono del tutto chiare. Le varie dinastie: Orsini, di Vico, Anguillara, della Rovere, Riario, Farnese, segneranno la vita del posto, con guerriglie, alleanze, complotti, compravendite, ecc..
Di questi fatti storici rimangono soltanto sporadici ricordi a causa della distruzione di gran parte degli Archivi locali nel corso dei secoli.
Comunque il territorio comunale è cosparso di resti archeologici di varie epoche:
paleolitici quelli sul monte Venere;
tombe di stile etrusco-romano nella zona del Barco,
loculi cristiani in alcuni boschi;
ruderi di costruzioni di epoca imperiale ed altro ancora.
Caprarola sarebbe rimasta un insieme discontinuo di edifici arroccati su speroni tufacei e divisi l’un l’altro da fossi, se agli inizi del XVI secolo la famiglia Farnese non l’avesse acquistata includendola tra i suoi feudi e se il munifico cardinale Alessandro Farnese (nipote di papa Paolo III) non l’avesse scelta come residenza di villeggiatura.
Infatti la costruzione del superbo Palazzo Farnese condizionò l’espansione di tutto il centro urbano.
Il Vignola trasformò tutto l’assetto urbanistico centrale del paese con una lunga strada sopraelevata, in asse al Palazzo, che cambiò radicalmente l’aspetto della cittadina.
Le tecniche urbanistiche utilizzate per realizzare la nuova arteria furono assai impegnative per quei tempi.
Si costruirono ponti, scalinate e sottopassaggi;
vennero abbattute vecchie case e realizzati nuovi palazzi più signorili.
Il tutto armonizzato a creare quel capolavoro di urbanistica che il centro storico di Caprarola rappresenta ancora oggi.
La complessa ricchezza culturale che ha caratterizzato Caprarola nel corso dei secoli deriva sia dalle origini del suo popolo e sia dalle varie dominazioni subite.
Potremmo definire quella caprolatta una cultura agricolo-pastorale;
semplice ma con punti di eccellenza, forse derivata dal manierismo Farnesiano ed a volte addirittura irruenta come le ataviche lotte tra gli Anguillara e i di Vico;
pacata era nello spirito dei Riario.
La cultura va quindi a braccetto con l’arte e Caprarola è veramente uno scrigno ricolmo in questo settore.
Il Borgo Vecchio con l’antica contrada Aquilone; le fontane con gli artistici stemmi e mascheroni, luogo d’incontro da cui sgorga la storia sociale delle varie epoche;
la stessa via “Diritta“, con i suoi palazzetti cinquecenteschi è ricca d’arte, storia e mistero.
Anche quelle vie e quei palazzi che a prima vista non sembrano essere in collegamento con quello che già conosciamo, nascondono immagini, stemmi e storie di un valore culturale ed artistico immenso.
Luciano Passini

